No, per la pelle naturale non si deve assolutamente usare la benzina né altri solventi derivati dal petrolio aggressivi. La benzina secca drasticamente le fibre, lava via gli oli naturali e scolorisce il materiale in modo permanente. Per sgrassare in totale sicurezza, utilizza alcol isopropilico con una concentrazione massima del 70%, il preparato specifico Fiebing's Deglazer oppure saponi specifici per pelletteria.
Lo sgrassaggio della superficie è una fase cruciale nella preparazione del materiale prima dell'applicazione dei colori, e la scelta del prodotto chimico giusto determina il successo o il fallimento dell'intero progetto. La risposta alla domanda se si possa usare la benzina sulla pelle naturale è categoricamente negativa. La benzina avio, i solventi nitro o l'acetone sono sostanze dall'azione estremamente aggressiva, che causano danni irreversibili alla struttura organica. Il loro utilizzo porta a una drastica disidratazione delle fibre, alla screpolatura del fiore e al totale lavaggio delle sostanze ingrassanti naturali, responsabili dell'elasticità e della resistenza della materia prima. Per preparare la superficie in modo sicuro per le lavorazioni successive, bisogna affidarsi esclusivamente a preparati specifici per la pelletteria, che rimuovono lo sporco e le vecchie finiture senza intaccare la delicata struttura delle fibre di collagene.
Perché i solventi aggressivi distruggono la struttura delle fibre?
Il cuoio naturale, indipendentemente dal metodo di concia, è un materiale organico la cui elasticità e resistenza si basano su una complessa rete di fibre di collagene legate a oli e grassi naturali introdotti durante il processo di produzione. L'applicazione di solventi petrolchimici aggressivi, come la benzina, provoca l'immediata rottura di questi legami. La benzina agisce come uno sgrassatore spietato, che non solo rimuove lo sporco superficiale, ma penetra in profondità nella struttura, lavando via completamente i lipidi necessari per mantenere l'elasticità. Il risultato di tale azione è un materiale che diventa secco, fragile e che al tatto ricorda il cartone, piuttosto che una nobile materia prima per la pelletteria.
I danni causati dall'azione della benzina sono quasi sempre irreversibili. Anche un'abbondante applicazione di oli condizionanti dopo un simile trattamento raramente restituisce al materiale le sue proprietà originali, poiché la struttura delle fibre è stata compromessa in modo permanente. Inoltre, la benzina reagisce violentemente con molti colori e finiture di fabbrica, portando alla formazione di antiestetici e permanenti scolorimenti, macchie e aloni. Il tentativo di salvare un pezzo così rovinato di solito si conclude con frustrazione e con la necessità di buttare nel cestino un costoso pezzo di pellame.
Vale la pena ricordare anche l'aspetto della sicurezza sul lavoro in laboratorio. La benzina è una sostanza altamente infiammabile e tossica. I suoi vapori sono dannosi per le vie respiratorie e il sistema nervoso. Lavorare con tali sostanze chimiche in laboratori hobbistici chiusi e spesso scarsamente ventilati rappresenta un'enorme minaccia per la salute e la vita dell'artigiano. La chimica specifica per la pelletteria, sebbene richieda anch'essa cautela, è progettata per un utilizzo più sicuro nell'ambiente del laboratorio.
Con cosa sgrassare in sicurezza la superficie prima di tingerla?
Dato che la benzina è esclusa, con cosa possiamo preparare la superficie ad accogliere i nuovi colori? La risposta sta nei preparati dedicati, creati appositamente tenendo conto della specificità delle materie prime naturali. La soluzione più raccomandata e sicura è l'utilizzo del preparato professionale Fiebing's Deglazer. Questo prodotto è stato progettato per sciogliere efficacemente i vecchi strati acrilici, le cere e le impurità superficiali, aprendo i pori del fiore, ma senza intaccare al contempo la profonda struttura lipidica delle fibre. L'applicazione del Deglazer con un panno morbido consente una rimozione controllata delle barriere indesiderate, preparando il cuoio conciato al vegetale a ricevere il pigmento.
Un'alternativa ai preparati specifici, spesso utilizzata nei laboratori per la sua reperibilità, è l'alcol isopropilico (isopropanolo). Bisogna però prestare attenzione e utilizzare soluzioni con una concentrazione massima del 70%. L'isopropanolo puro al 99% può agire in modo troppo aggressivo e causare un'eccessiva disidratazione della superficie, in modo simile ai solventi più blandi. Il vantaggio dell'isopropanolo è che evapora rapidamente, lasciando la superficie pulita e pronta per le lavorazioni successive. È un'ottima soluzione per strofinare delicatamente il fiore prima di applicare colori a base d'acqua o delicate finiture antichizzanti.
Se l'obiettivo non è la rimozione totale della finitura, ma solo la pulizia del manufatto dallo sporco quotidiano prima del suo restauro, la scelta migliore sarà l'utilizzo di un sapone specifico per pelletteria (saddle soap). Questo sapone non solo rimuove lo sporco, ma condiziona delicatamente la superficie, restituendole la sua lucentezza naturale. È il metodo più sicuro per lavorare con manufatti più vecchi che richiedono una rinfrescata e non un drastico intervento chimico. Ricorda, dopo aver usato il sapone, di rimuovere accuratamente i residui con un panno umido, in modo che non ostruiscano i pori prima dell'applicazione di eventuali paste o cere.
Preparazione dei vecchi rivestimenti per una nuova finitura
Il lavoro di restauro di vecchi manufatti richiede una particolare sensibilità. La rimozione della vecchia finitura è un processo che deve essere eseguito per gradi. L'applicazione del preparato Fiebing's Deglazer dovrebbe avvenire strofinando delicatamente il liquido sulla superficie, osservando come il vecchio rivestimento si scioglie. Spesso è necessario applicare il preparato più volte, cambiando le parti sporche del panno con parti pulite, per non strofinare lo sporco sciolto di nuovo all'interno dei pori del materiale. L'obiettivo è ottenere una superficie opaca e leggermente ruvida, in grado di assorbire i nuovi preparati.
Bisogna ricordare che questo processo riguarda esclusivamente i materiali che, per loro natura, possono assorbire prodotti chimici. Il tentativo di 'sgrassare' e ricolorare pelli finite in conceria, come le varianti 'Maya' o 'T.Moro', è del tutto inutile. La loro struttura chiusa non cederà all'azione dei deglazer standard in modo tale da permettere un'applicazione uniforme di un nuovo colore. Otterremo invece una superficie a macchie e rovinata, che perderà il suo fascino originale di fabbrica. Riconoscere il tipo di finitura prima di iniziare il lavoro è la base assoluta per un restauro di successo.
Dopo la corretta rimozione dei vecchi rivestimenti e lo sgrassaggio del fiore, il materiale diventa molto assorbente. È il momento ideale per l'applicazione del colore per pelle, che penetrerà senza resistenza nei pori aperti. Vale tuttavia la pena ricordare che il processo di sgrassaggio, anche se eseguito con preparati sicuri, secca sempre in una certa misura il fiore. Pertanto, una volta terminata la tintura e applicata la nuova finitura protettiva, è estremamente importante utilizzare condizionatori o oli adeguati, che restituiranno alle fibre la giusta elasticità e preverranno future screpolature.
Come salvare il materiale dopo un contatto accidentale con sostanze chimiche forti?
Capita che, per inesperienza o per un incidente in laboratorio, il cuoio entri in contatto con un solvente aggressivo, come la benzina o l'acetone. Se reagiamo abbastanza velocemente, c'è un briciolo di speranza di salvare il pezzo. Il primo passo è far evaporare immediatamente i residui chimici in un luogo ben ventilato. Non bisogna in alcun caso accelerare questo processo con fonti di calore, come asciugacapelli o pistole termiche, poiché si rischia l'accensione dei vapori e il completo indurimento del materiale.
Quando il solvente sarà completamente evaporato, la superficie risulterà opaca, secca e rigida. Il salvataggio consiste nel reintrodurre lentamente e gradualmente le sostanze ingrassanti all'interno della struttura delle fibre. L'ideale in questo caso è l'olio di piede di bue (neatsfoot oil) puro o condizionatori intensivi a base di cera d'api e lanolina. Questi preparati vanno applicati in strati sottili, dando loro il tempo di penetrare in profondità. Un'applicazione troppo abbondante di olio in una sola volta può rendere il materiale 'gommoso' e fargli perdere la sua capacità portante.
Purtroppo, bisogna essere consapevoli dei limiti di queste riparazioni. Se la benzina ha già danneggiato in modo permanente i legami del collagene, l'applicazione dell'olio migliorerà solo l'aspetto della superficie, ma non restituirà al materiale la sua originale resistenza alla trazione. Tale elemento potrebbe essere soggetto a crepe durante la piegatura o il trasferimento dei carichi. Per questo motivo, nel caso di progetti critici, come le cinghie portanti o gli elementi strutturali delle borse, la soluzione più sicura è tagliare un nuovo pezzo da un pellame intatto, considerando il pezzo rovinato come una preziosa, seppur dolorosa, lezione di laboratorio.







