Il lato carne è la parte interna della pelle naturale, l'esatto opposto del lato fiore liscio. È composto da fibre di collagene intrecciate in modo più lasso. Nella pelletteria, viene spesso rifinito con prodotti specifici, come il Tokonole, per renderlo liscio, compatto ed esteticamente gradevole, prevenendo così che si sfilacci o crei pelucchi.
Il lato carne è il termine tecnico che indica la parte interna e inferiore della pelle conciata (in inglese flesh side). Si tratta di una superficie che, allo stato naturale, si presenta ruvida, fibrosa e composta da fibre di collagene intrecciate in modo più allentato. Rappresenta l'esatto opposto del lato fiore, ovvero la parte esterna e liscia della pelle con il tipico disegno dei pori a vista. L'aspetto e le condizioni del lato carne dicono molto sulla qualità del cuoio e sul processo di concia. Nella sua forma grezza può sfilacciarsi e creare pelucchi, un difetto indesiderato in molti progetti di pelletteria, specialmente in quelli sfoderati. Per questo motivo, una delle fasi cruciali nella lavorazione del cuoio è la corretta rifinitura del lato carne, che non solo eleva l'estetica del manufatto, ma ne aumenta anche la funzionalità e la durata, evitando che accumuli sporco o si impigli in altri oggetti, come ad esempio le carte di credito in un portafoglio.
Caratteristiche e ruolo del lato carne nella struttura della pelle
Per comprendere appieno cosa sia il lato carne, è utile osservare la pelle in sezione. Il derma (corion) è composto da due strati principali: lo strato papillare superiore, più denso, che forma il lato fiore, e lo strato reticolare inferiore, più spesso, la cui parte sottostante è proprio il lato carne. Le fibre di collagene nello strato papillare sono sottili e intrecciate in modo molto fitto, conferendo al lato fiore resistenza e levigatezza. Nello strato reticolare, invece, le fibre sono più spesse e disposte in un reticolo tridimensionale più libero. Più si scende verso il lato carne, più questo intreccio si allenta. È proprio questa differenza strutturale a rendere il lato carne morbido ed elastico, ma anche soggetto a cedimenti e sfilacciamenti. La qualità del lato carne dipende da molteplici fattori: la specie dell'animale, la sua età, nonché la cura prestata al processo di concia e rifinizione in conceria. Un cuoio ben pulito e lavorato presenterà un lato carne relativamente liscio e pulito, mentre pelli di qualità inferiore potrebbero presentare residui di tessuto adiposo e fibre lunghe e allentate.
Dalla prospettiva del pellettiere, il lato carne svolge diverse funzioni. Nei progetti foderati è invisibile, ma il suo spessore e la sua texture influenzano la stesura della colla per cuoio e l'adattamento del materiale della fodera. Nei manufatti a strato singolo, come cinture, semplici astucci o gli interni delle borse, l'aspetto del lato carne diventa un elemento estetico fondamentale. Lasciare il lato carne grezzo e non trattato può essere una scelta stilistica deliberata in progetti dal carattere rustico. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, soprattutto nella pelletteria di alta gamma, si cerca di lisciarlo e proteggerlo. Una rifinitura professionale di questa superficie denota cura per i dettagli ed è il segno distintivo di un lavoro artigianale ben fatto. Sono proprio questi particolari a distinguere la produzione di massa da un lavoro manuale meticoloso.
Metodi pratici per la rifinitura del lato carne
La rifinitura del lato carne è un processo che trasforma una superficie ruvida e fibrosa in uno strato liscio, compatto e piacevole al tatto. Esistono diversi metodi collaudati, ma il più diffuso prevede l'uso di prodotti chimici specifici abbinati alla brunitura. Il preparato più apprezzato in assoluto è il prodotto giapponese Tokonole. Si tratta di una crema a base acquosa composta da cere naturali e polimeri che, una volta applicata, penetra tra le fibre di collagene incollandole tra loro. Il processo di applicazione è semplice: si stende una piccola quantità di Tokonole sul lato carne, distribuendola uniformemente con il dito o con una spatola. Successivamente, utilizzando un brunitore in vetro (slicker), un pezzo di legno duro o persino un semplice cucchiaino, si lucida energicamente la superficie. L'attrito genera calore, che attiva i componenti del preparato, creando un rivestimento liscio, leggermente lucido e molto resistente. Un'alternativa al Tokonole è la gomma adragante o la polvere CMC, che, mescolate con acqua, formano un gel con un'azione simile.
Tuttavia, prima di applicare qualsiasi prodotto, è opportuno preparare la superficie. Se il lato carne è molto irregolare e presenta molte fibre allentate, può essere delicatamente carteggiato con carta vetrata a grana fine (es. grana 400-600). Questo permetterà di rimuovere i "pelucchi" più lunghi e di creare una base migliore per l'applicazione della crema. In alcuni casi, quando si desidera un colore specifico per l'interno, il lato carne può anche essere tinto. Bisogna però tenere presente che, a causa della sua struttura porosa, assorbe il colore per pelle in modo molto più intenso e irregolare rispetto al lato fiore, il che può tradursi in una tonalità più scura e meno omogenea. Per questo motivo, la tintura del lato carne richiede una certa manualità e dovrebbe sempre essere preceduta da una prova su un pezzo di scarto.
Quando lasciare il lato carne allo stato grezzo?
Sebbene un lato carne perfettamente liscio sia spesso sinonimo di alta qualità, ci sono situazioni in cui lasciarlo nel suo stato naturale e grezzo è del tutto giustificato, se non addirittura auspicabile. Questa decisione è solitamente dettata dall'estetica del progetto. Nei manufatti dal carattere rustico, vintage o in stile bushcraft, un lato carne ruvido e leggermente "peloso" può aggiungere autenticità e un fascino grezzo. Ne sono un esempio i semplici taccuini in cuoio, le borse da trapper, i foderi per attrezzi o le cinture in stile western. In questi casi, la texture naturale del materiale è un pregio, non un difetto. È importante, tuttavia, che anche un lato carne grezzo sia pulito e privo di frammenti di tessuto staccati, a dimostrazione di una buona qualità di concia.
Da un punto di vista pratico, il lato carne può essere lasciato non trattato negli elementi che non saranno sottoposti a continuo sfregamento. L'interno di una grande borsa tipo shopper può presentare un lato carne grezzo, poiché ciò non influirà in modo significativo sul comfort di utilizzo. Il discorso cambia per l'interno di un portafoglio, dove le carte di credito verrebbero costantemente frenate dalle fibre, o nel caso di un cinturino per orologio, dove la superficie ruvida potrebbe irritare la pelle del polso. In queste situazioni, la rifinitura del lato carne o l'applicazione di una fodera è una necessità. La foderatura, realizzata con pelle sottile (ad es. crosta di pelle), tessuto o seta, è peraltro un'alternativa classica alla rifinitura chimica del lato carne. Si tratta di una soluzione che richiede più tempo, ma che permette di ottenere un risultato molto elegante e duraturo, nascondendo completamente la parte interna del cuoio.
In definitiva, una sapiente rifinitura del lato carne è uno di quei dettagli che distinguono il lavoro di un artigiano dalla produzione di massa. Anche se si tratta di un elemento non visibile a prima vista, testimonia una profonda comprensione del materiale e un grande rispetto per esso. Dedicare tempo a questa fase del processo creativo ripaga sempre, elevando sia il valore estetico che quello funzionale del prodotto finale. È un investimento nella qualità che ogni intenditore di artigianato saprà apprezzare.







