Sì, la pelle può essere colorata, ma il fattore cruciale è la sua tipologia. Le più adatte a questo scopo sono le pelli conciate al vegetale grezze (il cosiddetto crust), che assorbono il pigmento. Utilizza colori per pelle specifici, come quelli della Fiebing's. Il tentativo di colorare pelli già tinte e rifinite in conceria (come le famose pelli Maya, Buttero o T.Moro) è impossibile e destinato a fallire, poiché la loro superficie è chiusa e non accetterà un nuovo colore.
La possibilità di personalizzare il colore del cuoio è uno degli aspetti più creativi della pelletteria, tuttavia è soggetta a regole ben precise. La risposta alla domanda se la pelle possa essere ricolorata è: dipende dalla sua finitura originale. In linea di massima, si prestano alla colorazione e alla tintura esclusivamente le pelli "aperte", ovvero quelle grezze e non rifinite in fabbrica. Il candidato ideale è la pelle bovina conciata al vegetale, spesso venduta nel suo colore naturale beige sotto il nome di "crust". La struttura porosa del suo fiore agisce come una spugna, assorbendo perfettamente i colori per pelle penetranti. D'altro canto, le pelli che sono già state sottoposte a un processo di tintura in conceria e rifinite con uno strato protettivo superficiale – come le famose pelli colorate italiane tipo Maya, T.Moro o Buttero – non sono adatte a ulteriori colorazioni. La loro superficie è di fatto "chiusa", il che impedisce la penetrazione di nuovo pigmento. Qualsiasi tentativo di applicare del colore su una pelle di questo tipo si tradurrà in spellature, abrasioni e, in generale, in un risultato insoddisfacente e poco duraturo.
Quali pelli sono adatte alla colorazione?
Il criterio fondamentale è l'assorbenza della superficie della pelle. Otterrai i risultati migliori lavorando con pelli conciate al vegetale che non presentano alcuno strato di finitura di fabbrica (il cosiddetto top coat). Il loro fiore naturale beige è pronto ad accogliere il pigmento. Grazie a ciò, hai il pieno controllo sul colore finale, sulla sua saturazione e su eventuali effetti, come le sfumature o l'anticatura. Queste pelli sono disponibili in diversi spessori, il che permette di utilizzarle in un'ampia gamma di progetti, dai portafogli sottili alle cinture spesse. Le pelli al cromo, anche quelle nel loro colore naturale (i cosiddetti wet blue o wet white), hanno una struttura diversa e possono reagire in modo differente ai colori, dando spesso risultati meno prevedibili. Evita assolutamente di tentare di colorare pelli scamosciate, nabuk o quelle con una finitura lucida, verniciata o laminata ben visibile. La loro superficie è o troppo fibrosa per accogliere il colore in modo uniforme (camoscio), oppure del tutto impermeabile (vernice).
Il processo di colorazione della pelle passo dopo passo
La colorazione professionale della pelle è molto più che una semplice applicazione di colore. È un processo composto da tre fasi cruciali: preparazione, applicazione e fissaggio. Il primo passo è la preparazione della superficie. Anche la pelle grezza può presentare sporco invisibile o oli, perciò deve essere sgrassata con un preparato specifico, ad esempio il Fiebing's Deglazer. Questo garantirà un assorbimento uniforme del pigmento e preverrà la formazione di macchie. Il secondo passo è l'applicazione del colore per pelle. Il metodo più popolare è l'utilizzo di applicatori in lana (wool daubers), che permettono di distribuire il prodotto in modo omogeneo. Applica il colore con movimenti sottili, circolari o lineari. È sempre meglio stendere 2-3 strati leggeri piuttosto che uno spesso. Questo permette di costruire la profondità del colore e di evitare colature. Per ottenere altri effetti si può usare una spugna (effetto spugnato) o un aerografo (per una superficie perfettamente liscia). Il terzo passo, assolutamente indispensabile, è il fissaggio. Dopo la completa asciugatura del colore (solitamente 24 ore), bisogna applicare uno strato di finitura, il cosiddetto finisher. Prodotti come il Fiebing's Resolene o il Tan-Kote creano una pellicola trasparente ed elastica che protegge il colore dall'abrasione, dall'acqua e dallo sporco, conferendo allo stesso tempo il grado di lucentezza desiderato (dall'opaco all'alta lucentezza).
Gli errori più comuni e come evitarli
Durante la colorazione della pelle è facile commettere errori che possono rovinare l'intero progetto. Il più comune è saltare la fase di preparazione e sgrassaggio, il che porta a un colore disomogeneo e a macchie. Usa sempre un preparato tipo deglazer su un panno pulito. Un altro errore è tentare di colorare un tipo di pelle non adatto: come già accennato, le pelli rifinite in fabbrica semplicemente non assorbiranno il colore. Un ulteriore problema è l'applicazione di uno strato di colore troppo spesso in una sola volta. Questo causa colature e, una volta asciutto, il colore per pelle può creparsi e sfaldarsi. La chiave è la pazienza e l'uso di strati sottili. Un passaggio importantissimo, e spesso sottovalutato, è la mancanza di fissaggio (finisher). Senza di esso il colore, anche se di ottima qualità, macchierà i vestiti e sbiadirà a ogni contatto. Ricorda che il finisher non è un'opzione, ma una necessità. L'ultima trappola è mescolare colori di tipi diversi (ad es. a base d'olio con quelli a base d'acqua): ciò può portare a reazioni chimiche imprevedibili e alla distruzione del progetto.
Prima di colorare il tuo progetto principale, fai assolutamente sempre una prova su un piccolo ritaglio invisibile della stessa pelle. Questo ti permetterà di verificare il colore finale, l'assorbenza del materiale e di testare la tua tecnica di applicazione. Un piccolo test del genere è la polizza assicurativa più semplice contro un errore costoso ed è la garanzia che il risultato finale sarà esattamente quello che ti aspetti.







