Grog marker è uno strumento che proviene dalla cultura della street art, dotato di punta morbida o applicatore metallico, che i pelletterieri utilizzano per applicare in modo preciso e rapido i coloranti liquidi sulla pelle. Sebbene in origine servisse per realizzare graffiti, in un laboratorio artigianale è diventato un validissimo sostituto dei tradizionali tamponi di lana e dei pennelli, offrendo il pieno controllo sul dosaggio dei prodotti chimici per pelletteria.
Caratteristiche
La struttura di questo strumento è semplice, ma estremamente studiata. Un classico Grog marker è composto da un serbatoio per il liquido (spesso in plastica morbida, in modo da poter essere compresso), una valvola a molla interna e una punta di lavoro intercambiabile. Questa punta, chiamata comunemente mop, è realizzata di solito in spesso mohair, feltro o spugna speciale. Funziona come un grosso pennello-spugna imbevuto, che rilascia il liquido sotto la pressione esercitata sul supporto. Quando premi il marker sulla pelle, la valvola si apre e il colorante scorre nella punta, imbevendola esattamente con la quantità di liquido di cui hai bisogno in quel momento.
In pelletteria si usano soprattutto i marker vuoti (detti empty mops), che l’artigiano riempie autonomamente con il colorante penetrante a base di alcol o olio che preferisce. Questo è un aspetto chiave, perché permette una personalizzazione totale dello strumento. Tuttavia va sottolineato con fermezza che applicare i coloranti con il marker ha senso solo quando si lavora con pelle a concia al vegetale (pelle). Questa pelle ha pori aperti e assorbe volentieri i coloranti liquidi, consentendo una tintura profonda e duratura delle fibre.
La situazione è completamente diversa per le pelli conciate al cromo o per quelle già finite e tinte in conceria (come la nostra pelle di punta Maya). Questi materiali hanno il fiore chiuso. Tentare di applicare su di essi un colorante penetrante con il marker si conclude con un fallimento: il liquido non penetra nella struttura, ma si asciuga in superficie formando uno strato appiccicoso e sporchevole, che si cancella al primo contatto con il vestiario. Nel caso delle pelli già pronte, il marker può essere utilizzato esclusivamente per applicare con precisione i colori per bordi soltanto sui margini del pezzo tagliato, evitando la superficie del fiore.
Una caratteristica importante dei Grog marker è la loro ripetibilità e pulizia di lavoro. I tradizionali tamponi di lana (dauber) perdono spesso pelucchi che si attaccano alla pelle appena tinta, e il loro intingolo dal vasetto rischia di rovesciare i prodotti chimici sul banco. Il marker tiene tutta la scorta di colorante in un corpo ermetico. Questo garantisce non solo ordine, ma protegge anche i coloranti a base di alcol dall’evaporazione prematura. Con il tempo però le punte si consumano: il feltro può indurirsi a causa del pigmento secco o logorarsi sui bordi ruvidi della pelle. A quel punto basta sostituire la punta, conservando il corpo per anni.
Applicazioni
Introdurre i Grog marker nel laboratorio di pelletteria apre molte possibilità, accelerando le operazioni di routine e facilitando tecniche che con il pennello risultano noiose.
- Colorazione dei bordi di strisce lunghe. È una delle applicazioni più comuni. Immagina di realizzare una cintura in pelle da 3,5 mm di spessore. Dopo aver tagliato la striscia e smussato i bordi con l’edge beveler, devi colorare il bordo prima di lucidarlo. Usare un marker con punta da 5 mm o 10 mm ti permette di passare il colore lungo tutta la striscia in un attimo. La valvola dosa il colorante in modo uniforme, riducendo al minimo il rischio che una goccia coli sul fiore della pelle, rovinando il progetto.
- Applicazione del colore su grandi superfici. Quando realizzi una borsa grande in pelle a concia al vegetale da 2,5 mm di spessore, tingere a mano l’intero pannello con un tampone lascia spesso aloni antiestetici. Un Grog marker largo (ad esempio con punta da 25 mm) permette tratti veloci e ampi. La pressione uniforme garantisce un flusso costante di colorante, facilitando l’ottenimento di un colore omogeneo senza stratificazioni evidenti.
- Creazione di sfumature liquide (sunburst/patina). I pelletterieri avanzati utilizzano i marker tipo squeezer (con corpo morbido) per le sfumature. Partendo dal bordo di un portafoglio (pelle da 1,5 mm), stringono forte il marker rilasciando molto colorante, e avvicinandosi al centro del pezzo riducono la pressione. Questo permette di depositare meno pigmento e di sfumarlo dolcemente con un panno asciutto, ottenendo un effetto vintage.
- Goffratura e colorazione dello sfondo. La pelle a concia al vegetale di spessore da 2 mm in su è l’unico materiale adatto alla goffratura (tooling). Dopo aver impresso il disegno con bulini e punzoni, lo sfondo spesso necessita di essere scurito per far risaltare il rilievo. Un marker con punta piccola e precisa consente di spingere il colorante negli incavi senza sporcare gli elementi in rilievo del disegno.
- Marcatura e firma dei manufatti. A questo scopo si usano marker con punta metallica a sfera (metal head). Riempiti con un colore per pelle acrilico più denso o con inchiostro speciale, permettono di apporre a mano libera la firma dell’artigiano sulla crosta o all’interno di parti invisibili della borsa.
- Colorazione di passanti e piccoli dettagli. Per elementi minuti come i passanti dei cinturini degli orologi (spessore 1 mm), il pennello è troppo scomodo. Un marker piccolo permette di toccare il bordo con precisione senza il rischio di sporcarsi le dita.
Come scegliere
La scelta del marker giusto dipende direttamente dalle specifiche dei tuoi progetti e dal tipo di prodotti chimici che usi. Non esiste un modello universale, perciò vale la pena di procurarsi un set di più misure.
Per un pelletteriere principiante, che si concentra su cinture, portafogli o astucci, la scelta migliore per iniziare è un marker vuoto con punta rotonda da 10 mm di diametro. È una misura ottimale. È abbastanza stretto da gestire bene la colorazione dei bordi di pelle spessa 2 mm o 3 mm, ma allo stesso tempo sufficientemente grande da coprire agevolmente lo sfondo di un piccolo portafoglio. Fai attenzione alla durezza del corpo. I modelli in plastica dura si affidano solo all’azione della valvola a molla: il colore esce quando premi la punta. Sono più sicuri per i principianti, perché è più difficile rovesciare accidentalmente una macchia di colorante.
L’artigiano avanzato, che realizza grandi borse shopper o zaini, dovrebbe puntare ai marker tipo squeezer con punta larga (20 mm o 25 mm). Il corpo morbido permette di forzare manualmente il flusso del colorante comprimendo l’involucro. Questo richiede pratica, perché una compressione eccessiva su pelle da 2,5 mm crea una macchia scura e satura, difficile da rimuovere. Tuttavia, in mani esperte, lo squeezer consente di coprire enormi superfici di materiale in un lampo.
Un aspetto cruciale è anche il materiale della punta. Per i coloranti penetranti liquidi a base di alcol, le punte in feltro e mohair sono le migliori: tengono bene il liquido e lo rilasciano uniformemente. Se invece intendi riempire il marker con un colore per bordi (edge paint) più denso, cerca modelli con punte in spugna dai pori più grandi o applicatori a sfera, che non si ostruiscano con la sospensione densa.
Un errore comune è lasciare il marker senza cappuccio. I coloranti a base di alcol evaporano in un attimo, portando all’indurimento della punta. Chiudi sempre accuratamente lo strumento subito dopo l’uso. Vale anche la pena di ricordare di riservare un marker rigorosamente per un solo colore di colorante. Tentare di sciacquare il pigmento nero da una punta in feltro per metterci del colore marrone si conclude quasi sempre con una tonalità sporca e indefinita sul prodotto finito.
Prodotti della nostra offerta
Per sfruttare appieno il potenziale di questo strumento, hai bisogno dei prodotti chimici per pelletteria giusti, che funzionino in sinergia con esso. Nel nostro negozio trovi i prodotti ideali per riempire i marker vuoti e lavorare la pelle.
- Colori e prodotti chimici Fiebing's – È il punto di partenza assoluto se vuoi tingere la pelle a concia al vegetale. I coloranti liquidi penetranti come Fiebing's Pro Dye lavorano perfettamente con le valvole dei marker. Hanno la giusta fluidità, non intasano le punte in feltro e penetrano in profondità nella struttura della pelle. Puoi travasare il colore scelto in un marker vuoto, ottenendo uno strumento preciso per colorare bordi o grandi superfici.
- Pelle a concia al vegetale (Pelle) – Il materiale per cui la tecnica di applicazione del colore con il marker ha più senso. Offriamo pelli in vari spessori (da 1,5 mm a 4 mm), che accolgono volentieri i coloranti e permettono di ottenere magnifici effetti cromatici e di patina.
- Attrezzi per la finitura dei bordi – Dopo aver applicato il colore sul bordo con il marker, sarà necessario lisciarlo. A questo scopo servono gli edge beveler (le misure #1 o #2 sono le più comuni), un lisciatoio in legno (wood slicker) e il prodotto Tokonole, che strofinato sul bordo gli conferisce una levigatezza e una lucentezza perfette.
- Filo cerato per pelletteria – Quando i pezzi sono tinti e finiti, è il momento di cucire. Consigliamo il robusto filo cerato in poliestere Slam o il più spesso Vinymo MBT, che si adatta perfettamente alla tradizionale cucitura a sellaio.







